mercoledì 3 giugno 2015
martedì 2 giugno 2015
mercoledì 13 maggio 2015
Cristiano Caggiula - hekátē atto II
Non abbiamo bisogno di parole ridondanti per colmare i vuoti dell’esistenza; quel che manca è il significante. Ecco la prima riflessione che mi viene alla mente leggendo i versi di Cristiano, che lui mi ha consegnato una sera, con fare minimalista come suo solito per tutto ciò che riguarda la sua produzione.
Io, non poeta, tramite le sue mani avevo avuto accesso alla sua poetica mediante i suoi primi versi, frutto di frenetica freschezza, avevo fatto qualche osservazione, consigliato la pubblicazione – che poi in effetti segu+ - sulla rivista deComporre, dedicato a lui una delle mie prose poetiche più brevi e intense. Ora, a distanza di qualche anno, lo ritrovo in hekátē atto II, col profumo degli autori francesi che lui ama, una raggiunta maturità lunguistica – mai p(l)acata – e le sue parole-pietre scagliate con sapienza nella mente del lettore, riferimenti archetipici, ermetici. E sopra(t)tutto il suono.
Cristiano Caggiula, hekátē atto II
Unconventional Press, 2015
lunedì 13 aprile 2015
COME DIFENDERTI DAGLI PSICOESPERTI - Quello che non ti hanno mai detto sulla psicologia e i suoi protagonisti
Anche se prima di andarmene da casa dei miei con poche cose (una casa dove non sarei mai più tornata ad abitare con il ruolo di figlia) il mio sogno era studiare psicologia - sogno singolare per l'ambiente contadino dal quale provengo -, anche se ho studiato Psicologia alle superiori con quella persona meravigliosa che si chiamava Paola Malaguti, alla fine non ho niente a che fare con la psicologia nel lavoro che ho scelto: non ho niente a che fare con la psicoesperienza.
Sono una persona curiosa dell'animo umano, questo sia come individuo che come scrittrice, sono curiosa di quante cose la mente contenga, di quanto e cosa ci sia in tutti noi del disagio psichico; sono sempre stata convinta che è tutto lì in agguato, pronto a uscire quando la vita ci mette alla prova, a dura prova.Per questo, e anche perché avevo una passione per Paul Watzlawick originata dal suo primo libro che ho letto, il meno tipico di tutti, America, istruzioni per l'uso, seguito immediatamente dal grandissimo Istruzioni per rendersi infelici (comprato e regalato più volte) ho iniziato a interessarmi a una forma di psicoterapia poco conosciuta in Italia: la terapia breve, pur continuando a leggere Watzlawick e Bateson (conditi in salsa etologica dai volumi di Konrad Lorenz) e altri testi di minore importanza per me a parte ovviamente il "mio" Jung che mi interessa ben poco quando associato alla psicoanalisi poiché lo vedo - anzi vedo le sue teorie - in riferimento a un ordine universale e cosmico che ha ben poco a che fare con il singolo individuo.
Facendo un passo indietro e tornando alla terapia breve e al mio interesse per questo metodo dolce, poco invasivo ma soprattutto a mio parere lucido, gli articoli di Flavio Cannistrà sul suo blog "Lo studio dello psicologo" hanno risvegliato la mia attenzione poiché riecheggiavano, pur in modo del tutto personale, gli scritti che più ho amato sul tema della psicoterapia, attualizzandoli con le esigenze prodotte dai cambiamenti dell'uomo negli ultimi 10-15 anni; da qui ad appropriarmi del suo ebook Come difenderti dagli psicoesperti il passo è stato davvero breve e in uno dei miei ultimi viaggi - viaggi di ansia per mio padre che non sta bene, dopo un periodo per me assai doloroso - l'ho letto tutto. Stile scorrevole, tono colloquiale, grande consapevolezza del tema trattato, freschezza delle idee, onestà della persona che ha scritto il libro (onestà che traspare dalle pagine e se lo leggerete capirete come mai lo dico) sono elementi importanti ma più importante è il contenuto: un pasto ghiotto per una c
uriosa dell'animo umano come me, densissimo per quante riflessioni profonde e importanti contiene in uno spazio assai breve in paragone alla pregnanza degli argomenti presenti in esso, ma trattati tuttavia con grande sapienza.
Si tratta di un libro a livelli, di quelli che adoro leggere e anche scrivere: su ogni frase si potrebbe scavare e scavare trovando sempre ricco e fertile terreno.
Ci sarebbe da dire ancora molto di più: mi accorgo di aver scritto tanto rispetto al solito ma sono entusiasta sapendo che c'è un altro autore da aggiungere alla collezione dei miei preferiti, che spero produca presto qualcosa di nuovo.
Flavio Cannistrà,
Come difenderti dagli psicoesperti - Quello che non ti hanno mai detto sulla psicologia e sui suoi protagonisti, Firera & Liuzzo Publishing.
domenica 14 dicembre 2014
Disponibile il capolavoro di Efe Tobunko "RISOLUZIONE 23" su Amazon
La scrittura non è di per sé metafora, ma non può sfuggire alla costruzione di nuove storie che contengono metafore, poiché – io credo – uno scrittore che scriva con tutto il suo corpo, il suo animo oltre che la sua mente, ha accumulato dentro di sé blocchi di vita, episodi, persone, sotto forma di ricordi, di impressioni, di desideri, i libri e i fumetti letti, i film visti, la cronaca, persino i programmi televisivi. Questo accumulo io lo definivo sedimentarsi, ora lo vedo di più, paragonandolo alla terra, come un humus derivato da un sapiente sovrapporre rami, foglie, vegetali, frutta, composti organici che decomponendosi formano ricchezza, concime. E di questo materiale, nel caso della scrittura, fanno parte le metafore.Ci sono scrittori che rifiutano di ammetterlo, di ammettere che parti delle loro opere sono metafore, può darsi che semplicemente non lo sappiano, perché quando la scrittura è passione, e non è calibrata a tavolino come una ricetta di cucina, è spontanea, non calcolata.
Che si tratti di un caso o dell’altro, sta nell’abilità del narratore comporre un’opera senza fili di sutura evidenti, un’opera completa che, a cicatrizzazione compiuta dell’unione di vari pezzi, non lasci intravvedere alcun segno, ma scorra leggera, serica, perfetta come le carni di un bambino. È questo che vedo in Risoluzione 23. Dell’autore, Efe Tobunko, non so nulla, se non la nazionalità. Come chi legge le mie rare recensioni sa, non mi interessa documentarmi, sapere chi è e cosa fa lo scrittore, dove vive, quanti anni ha, mi interessa piuttosto trovare il nucleo, il nocciolo, le tracce del cervello rettile che c’è in ognuno di noi, quel cervello che a mio parere ci impedisce – impedisce a noi scrittori – di distaccarci completamente dalla nostra esperienza di vita mentre scriviamo, e lascia le sue tracce.
Nel caso di Risoluzione 23 l’uomo prima distaccato, poi colpito e successivamente disperato, poi ancora emarginato, emarginato fin quasi a diventare un rifiuto, il rifiuto di una società che ammette soltanto la perfezione di Huxleyana memoria (Il mondo nuovo è nella mia top five e precede – non m’importa se vi scandalizzate – il 1984 di Orwell). E poi ci sono le metafore: la metafora di un potere che pacifica usando la violenza, la metafora dell’immigrazione planetaria, oltre alla grande, principale e prima metafora del crollo delle torri gemelle- - a sua volta metafora (stavolta reale) del crollo della grande certezza statunitense, quella dell’inviolabilità, della sicurezza di non essere mai colpiti. Leggete Risoluzione 23. Non si tratta di un racconto breve, ma contiene talmente tanta succosa polpa da superare, in concentrazione e sapore, tanti volumi da mille o più pagine.
L'ebook è disponibile su Amazon a questo link
lunedì 10 novembre 2014
La variegata India di Ian McDonald
Me lo immagino il protagonista di un mondo del futuro, dove le donne sono sempre di meno, fare di tutto per conquistare la sua bella, sottoporsi a pratiche dolorose ma di sicuro effetto oppure affidarsi a un suggeritore che durante un primo appuntamento sa sempre cosa dire e cosa rispondere. Ian McDonald in Un buon partito (An Eligible boy) si è divertito a elaborare quel che succederà nell'India di una prossima epoca, e il risultato è scoppiettante, divertente anche per il lettore.
Il racconto nel momento in cui scrivo è ancora disponibile in download, presente su Amazon a un ottimo costo pure quando la promozione sarà terminata.
Ottima la copertina di Mattia de Iulis, uno degli illustratori che ho amato di più nella collana Future Fiction.
Un buon partito su Amazon
Un buon partito su Amazon
sabato 8 novembre 2014
Giovanni De Matteo e i suoi riti di passaggio (anche nella sua scrittura)
Giovanni De Matteo è una delle voci più promettenti della narrativa post-connettivista italiana (lasciate che la chiami come pare a me) e il suo Riti di passaggio lo conferma.La storia che narra è godibile e molto ben scritta, l'ambientazione (le due colonie/pianeti dove gli umani sono migrati molto tempo prima della nascita di Maya, la protagonista) è al tempo stesso piena di fascino ma anche fonte di terrore, per gli esseri sconosciuti che ne abitano le parti nelle quali l'accesso è proibito.
Un racconto complesso per gli elementi che lo compongono ma al tempo stesso facilmente leggibile per la fluidità della scrittura e per una certa "suspense" che induce il lettore a continuare a leggere fino al colpo di scena finale.
Breve nota finale. Non vi spaventate se qualcuno dice che il racconto è lungo. Il racconto non "allunga il brodo" come fanno molti autori di libri i cartaceo per aumentare la foliazione e quindi il costo. Non è di certo breve come un tweet, la lunghezza è calibrata e a mio parere perfetta per il formato ebook.
Riti di passaggio su Amazon
lunedì 3 novembre 2014
Aetra - Future Fiction colpisce... sempre
AETHRA, racconto di impeccabile scrittura firmato da Michalis Manonios, è velato di un senso di inquietudine e pervaso di irrealtà, oltre a essere magistralmente costruito.Una narrazione classica che apre la porta su un mondo dove l'assurdo e il surreale si rivelano, penetrando lenti nella mente del lettore.
Non sarete più gli stessi.
In Aethra e L'altra mamma (Future Fiction Vol. 4) (Formato Kindle)
Acquistabile su Amazon
La sinossi dell'Editore Sinossi Racconto vincitore del premio internazionale Aeon 2010 della rivista Albedo One. Dal vincitore dell'Aeon Award - Michalis Manolios - un racconto intenso e inquietante che parte come un'indagine sull'omicidio di un critico d'arte per arrivare a toccare i temi della clonazione umana e della responsabilità individuale. La Villa di Aethra infatti, non solo è il luogo del delitto, ma anche la fucina dove si creano "soggetti d'arte" al cui interno è intrappolata una copia "senziente" della padrona di casa. Spetta al commissario Costas stabilire chi è il colpevole, cosa è realmente accaduto nella villa e soprattutto perché.
PLEASE LIKE ME, SOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE A PROPRIO MODO
Josh, al di là del suo orientamento sessuale, sfugge a ogni definizione poiché è genialmente poliedrico, ha un carattere strutturalmente curioso, vivace, una mobilità lieve che lo porta a uscire indenne dagli attacchi che ogni giorno la vita gli sferra.
Tutto il resto, un gruppo variegato di persone che vanno dai genitori ai suoi effimeri amori, dai coinquilini (anche occasionali) a tutti gli altri che gli ruotano intorno, è solo un contorno che si modifica in continuazione; l'insieme compone una storia lieve, che fa sorridere.
Please like me, giunta alla sua seconda stagione, è trasmessa da febbraio 2013 su ABC2 Australia.
E io l'adoro.
giovedì 30 ottobre 2014
DISPONIBILE IL CATALOGO FUTURE FICTION
E' disponibile a questo link il Catalogo FutureFiction, dalle prime alle ultime pubblicazioni (le più recenti sono UN BUON PARTITO di Ian MCDonald e RITI DI PASSAGGIO di Giovanni De Matteo - da segnalare le ottime copertine dell'illustratore Mattia de Julis : a un click di distanza potete leggere gli assaggi di tutti i futuri possibili, vedere le notizie, sapere di più sugli autori, seguire i link per l'acquisto su Amazon. Enjoy!
martedì 28 ottobre 2014
Cesare Buttaboni racconta MORTE A 666 GIRI
La Dunwich Edizioni rende disponibile, per il momento in formato ebook e
Elenco dei racconti:
1) Giuliana Ricci – Requiem
2) Paolo Perlini – Le Note di Alicia
3) Gabriele Galletti – Il Giorno in cui Finì la Musica
4) Fabio Tacchi – Mary & Alex
5) Alessandro Fieschi – La Follia è nell’Etere
6) Marco Candida – Macchina per Viaggiare nel Presente
7) Simone Censi – The Lizard King
8) Cesare Buttaboni – La Leggenda Esoterisca degli Jacula
9) Federico Tadolini – Body Count
10) Davide Stocovaz – L’Ultima Sinfonia
11) Roberto Miller – HotHell
12) Vittorio Sossi – Una Lieve Dissonanza
13) Davide Camparsi – Quando Therese Suona il Violino
14) Sergio Di Girolamo – Il Demone Prigioniero
15) Alessandro M. Colombo – L’Odio di Orfeo per Euridice
16) Fabio Scaranari – Le Mani del Pianista
17) Cristiano Fighera – Il Lato C
18) Dalila Forni – Merope al Pianoforte
sabato 11 ottobre 2014
THE AFFAIR, nuova serie per SHOWTIME
Sono folgorata da The Affair, una nuova serie tv che già dalla prima puntata ha catturato completamente la mia attenzione.Immagino che pochi di voi lo abbiano visto, ma gioca sugli stessi registri di John e Mary (Peter Yates, 1968) un film con Dustin Hoffman e Mia Farrow che personalmente ho adorato per la diversità dei punti di vista dei due protagonisti, anche molto utile a chi fa lo scrittore.
Nel caso di The Affair, si tratta di un thriller, o apparentemente tale, che ti mette una cappa di timore addosso, tutto giocato su quel che "potrebbe succedere di male se" e sui colpi di scena alla Stephen King.
A ben vedere, alla fine non capita granché nella prima puntata, però si prepara il terreno per qualcosa di molto peggio (speriamo ) si delineano i personaggi e noi - diversamente dalla tendenza molto diffusa nelle serie, non sappiamo qual è la verità assoluta, sappiamo quel che ricaviamo dai punti di vista, i punti di vista di chi narra una cosa in due modi diversi, e che magari non la narra per sé ma per fare una certa impressione negli astanti, esattamente come ci succede quando ci troviamo di fronte a persone delle quali vorremmo capire l'intima natura.
Buona visione anche a voi se deciderete di imbarcarvi in questa avventura.
venerdì 3 ottobre 2014
Disponibile su Amazon "Il pupazzo di Dylan" di Roberto Graniglia

Il Pupazzo di Dylan è il secondo romanzo dell'autore de “Il lungo Samhain”.
Brian è un affermato architetto che lavora in un famoso studio di progettazione di New York. Conosce Alice da molti anni e dal loro matrimonio è nato Dylan, uno splendido bambino.
La loro sembra una famiglia normale, ma la vita inizia ad essere difficile per la coppia: il protagonista deve sottostare alle angherie del suo capo, rimanendo troppo spesso dodici ore al giorno in uno studio che ormai inizia a detestare. Il lavoro gli sottrae tempo per suo figlio e lo allontana dall’amore di sua moglie.
La vita di Brian, insieme a quella dei suoi cari, prenderà una piega diversa quando regalerà a Dylan un pupazzo a corda per il suo primo compleanno.
Jack, come lo chiama il vecchio proprietario dello strano negozio di giocattoli dove lo ha acquistato, sembra avere un’anima e suggerisce a Brian come poter riprendere in mano la sua vita che sta andando a rotoli.
Ma la realtà spesso è molto più spaventosa della fantasia e i protagonisti se ne accorgeranno a loro spese, proprio a causa del pupazzo di Dylan.
Il pupazzo, protagonista principale del racconto, sembra imporre alle vite dei personaggi inquietanti e spesso macabri intrecci che lasciano il segno durante la narrazione.
Da una situazione di partenza fortemente prosaica e incentrata su problemi sentiti e attuali, quali le difficoltà nella coppia e sul posto di lavoro, il racconto presenta una lenta virata nei territori dell’incubo, della follia e del soprannaturale, andando a collocarsi nel filone della narrativa thriller-horror di ambientazione quotidiana alla Stephen King.
domenica 7 settembre 2014
Nico Parente pubblica L’Esorcista quarant’anni dopo
In occasione del 40° anniversario del “film più terrificante di tutti i tempi” esce L’Esorcista — Quarant’anni dopo di Nico Parente, con la collaborazione di Roberto Giacomelli, un libro che propone un’accurata analisi de L’Esorcista (1973).
La pellicola diretta da William Friedkin, basata sull’omonimo romanzo di William Peter Blatty, a distanza di quarant’anni è ancora in grado di terrorizzare il pubblico proprio come una volta. Perché? In questo lavoro potreste trovare le risposte…
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